Il trauma non vive solo nei ricordi. Vive nel corpo. E spesso… si manifesta anche nel piatto.
Sapevi che 30% delle persone che soffrono di binge eating rivelano anche la PTSD? (disturbo da stress post traumatico) o traumi cumulativi (relazioni disfunzionali tra genitore e figlio).
Questo perché spesso quando cerchi di “riparare” il tuo corpo, cerchi di riparare anche il tuo passato. La stimolazione ambientale/relazionale che ricorda alla nostra mente, anche se lontanamente, situazioni legate al trauma, può scatenare uno stato di attivazione che si cerca di calmare con gli strumenti facilmente a portata di mano: cibo, alcol, iper lavoro…
E non sempre serve un evento eclatante per parlare di trauma. A volte basta non essere state ascoltate. Accolte. Amate nel modo giusto.
Il corpo ha memoria. E il cibo diventa il modo più immediato per calmare, anestetizzare, proteggersi.
Posso parlare di trauma? Nel mio caso, non è un evento specifico ma un susseguirsi di situazioni che, a tutti gli effetti hanno lasciato un trauma psicologico su di me.
Quando avevo 18 anni, ero nella mia epoca felice e spensierata e facevo caso a tutto tranne che a come mangiavo: facevo sport più di 4/5 volte a settimana e sinceramente, poco me ne importava. Non mi dispiacevo fisicamente, ovviamente come tutte le ragazzine avevo identificato qualche parte di me che mi piaceva meno, ma nulla per cui starci male.
Avevo un fidanzato (spoiler: ora non lo è più) che era anche lui sportivo ma a 360°, di quelli seri, che però riversavano anche tutto su chi aveva a fianco:
“ma perché mangi due fette di torta”
“Dovresti tenerti”
“Non mi piace vedere la tua cellulite”
E cosi via, contornando il tutto di occhiate di disappunto che parlavano da sole.
Quando, grazie al cielo, la nostra relazione finì decisi che mi sarei ripresa la mia rivincita: ora ti faccio vedere io cosa posso fare se lo voglio davvero!
Da li iniziai un percorso di allenamento/alimentazione, seguita da persone della professione, per diventare quella che credevo sarebbe stata la versione migliore di me stessa. E da un lato a oggi ne sono grata perche ha consolidato nella mia vita l’idea che il giusto allenamento e la giusta alimentazione sono tra le basi fondamentali per il benessere psicofisico… se non fosse che io lo portai all’estremo.
Ossessione, controllo compulsivo su qualsiasi cosa entrasse nella mia bocca e su ogni caloria bruciata dal mio corpo. “Il troppo stroppia” e quando tiri troppo la corda, quando si rompe cadi e ti fai male… molto male.
Non appena mi sono concessa quel poco di libertà, la perdita di controllo era proprio dietro l’angolo, ad aspettarmi.
Ma questa, è un’ altra storia.
Quello che voglio dirti è che non è facile scavare nel proprio passato per trovare le origini del tuo trauma, da dove era nato tutto e cosa continua a stimolare quel trauma nel presente. Perchè OVVIO, le abbuffate di oggi non sono dovute direttamente a eventi di uno, tre, quatto anni fa, ma da eventi che nella tua quotidianità ti danno l’impulso di sfogarti sul cibo perchè il tuo cervello ha registrato che quella è la tua valvola di sfogo.
Il trauma non elaborato vive nel corpo.
Quando viviamo esperienze emotivamente forti o traumatiche — che siano grandi eventi o piccoli dolori ripetuti nel tempo — il nostro corpo registra tutto. Spesso, però, non ci sentiamo al sicuro di esprimere, elaborare o anche solo nominare quelle emozioni. E così, si sedimentano.
Il cibo diventa una via per anestetizzare: calma l’ansia, riempie il vuoto, crea una barriera temporanea con ciò che fa male. ll cibo in questi momenti non è il vero problema: è solo la via più rapida per trovare sollievo.
Perché in fondo questo è: una strategia di sopravvivenza , un modo che il tuo sistema ha trovato per farti andare avanti, per non crollare. Non è sbagliato. È una strategia.
Ma ti dico anche una cosa: se il trauma vive nel corpo…è anche nel corpo che può iniziare la guarigione.
Proprio su questo principio getto le basi del percorso che sto costruendo pensato per supportarti in questo percorso. Ma prima, ho preparato questo breve questionario per aiutarti a riflettere sul tuo rapporto con il cibo e le emozioni.
🕊️ Bastano 2 minuti. È anonimo, sicuro e potrebbe essere l’inizio di un cambiamento importante.
👉 [Clicca qui per iniziare il questionario]
Sarei estremamente grata se volessi condividere con me la tua versione della storia 💛
Namasté 🌿
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